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Full text of "Una in bene | e | una in male | dramma giocoso per musica"

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UNA  IN  BENE, 

E 

UNA  IN  MALE 

DRAMMA  GIOCOSO  PER  MUSICA 

xA  Sei  Voci 

DI  GIUSEPPE  FOPPA  VENEZIANO 

DA  RAPPRESENTARSI  NEL  RIMUOVA TO 

TEATRO    VALLE 

Deir  Itimi  Sigg.  Capanna 
Il  Carnevale  dell'  Anno  x8oj. 


I     N    ROMA, 

Presso  Michele  Puccinelli  a  Tor  Sanguigna 


Con  approvazione 


PERSONAGGI. 

ALINDA   sotto    tutela  di  Tibatdone  Giovane 
accorta  ,  ed  intrapendente . 
Sig.  Antonia  Falzi .  * 

D<  TIBALDONE  Uomo  di  mezza  età  ,  bur- 
bero ,  ed  Amante  geloso  della  Pupilla . 
Sig.  Francesco  dlbertarelli . 
LUCINDO  Amante  d'  Alinda  .    Giovane    vi- 
vace ,  e  amorosa  . 
Sig.  Serafino  Gentili . 
PATACCA  Uomo  faccendiere  ,  sommamen- 
te destro  ,  ed  ardito  « 
.  Sig.  Gaetano  Gkedinì. 
ERNESTA    sotto  tutela  di  Febronio.  Giqva* 
ne  disinvolta  • 

Sig.  Anna  Sai/in  elli  . 
I>.  FEBRONIO  Fratello  di  Tibaldone  ,   spre- 
giudicato ,  ed  allegro  di  mezza  età . 
Sig.  Giuseppe  de  lacobis . 

Comparse . 

La  Scena  si  finge  in  Firenze . 

La  Musica  è  del  Sig.  Ferdinando  Par  Maestro 
di  Cappella  air  attuale  servizio  di  S  A.S. 
V  Elettore  di  Sassonia  . 

Primo  Violino  Sig.  Giovanni  Maria  Pelliccia. 

Inventore  %  e  Pittore  delle  Scent  Sigi  Luigi  Tasca 
Celebre  Architetto  ,  Pittore  {Teatrale  ,  ed  Ac« 
cademico  Fiorentino  • 

Sarto  da  Donna  Sig.  Federico  Marchesi . 
Sarto  da  Vo&o  Sig*  Giuseppe  Michisanti. 


ATTO  PRIMO. 

SCENA      PRIMA* 

Piazzetta  . 
Lucindo  ,  poi  Tibaldone ,  in  fine  Ernesta , 
e  Ftbronio. 
lue*       \T  ita  all' alma  o  amor  tu  sci, 

,  V   Bella  fiamma  accendi  in  petto  y 
Ma  se  spieghi  a  un  dolce  affetto , 
Implacabil  amistà  ; 
Non  più,  vita  sei  tormento 
Cui  l'eguale  non  si  dà . 
(Si  concentra  in  se  stesso  esce  Feb  ,  e  se* 
gttono  senza  avvedersi  l3  uno  dall'ai* 
tro  ,fino  alla  sortita  d'Em  ,  e  F eb.  ) 
Tib*       E'più  facil ,  che  una  donna  * 

Custodir  di  pulci  un  sacco. 
Vi  corbella  ,  vi  dà  scacco  ,  ■ 
Quando  attenti  non  si  sta  > 
Ma  con  queste  bricconcellc 
So  ben5  io  come  si  fa 
Lue.       Vaga  Alinda  amato  bene  l 
lib*       Alindina  Vezzosetta  ... 

Per  te  sola  o  mia  diletta 
A  2  Calma  il  cor  goder  potrà  . 

(  esce  Em.  Feb.  ì*quali  incontrandosi  con 
Tib.  gli   ridono  in   faccia  ,  Egli  s'in- 
quieta ,  e  Lue.  stupisce) 
Em.  e  Feb.     Veh  !  chi  trovo  !  ah  ah  ah  !    ■ 
Tìb.     Uh  per  bacco  l     Feb.  Che  bestiaccia! 
Lue.     Che  vuol  dire  ?     Em.  Che  testaccia! 
Lue.       Dite  un  pò  se  non  vi  spiace, 
D'onde  nasce  la  questione  ! 

A  2  lib. 


4 

Tilt.      Perchè  il  mio  s'ig.  Fratello 

(  acci  n.  ruvid.  e  Feb    Lue- ,) 
E'un  bestione,  ma  massiccio  : 
Lascia  andar  la  sua  pupilla    (accen. 
Ove  vuole  a  suo  capriccio     Etti.) 
Ma  la  mia  la  tengo  chiusa , 
Sotto  forte  chiavistello , 
Poiché  in  testa  ho  buon  Cervello* 
E  so  ben  come  si  fa  i 
Feb.      Egli  sa  come  si  fa 

À  restar  ben  corbellato  . 
Em.       Cosi  a  Lui  succederà  : 

Quest'è  affare  indubitato  :    . 
Lue.       E  una  donna  ve  Io  dice  riden.a  Tifa 

Sicché  dubbio  non  ci  resta  . 
Tib.      Non  stordite  la  mia  testa  1 

Non  vi  bado*  non  vi  sento  . 
Strugge  l'arti  d'una  donna  ,  . 
Tutto  vince  il  mio  talento . 
Vada  il  mondo  sotto  sopra 
Ma  ficcarmela  non  già  . 
A  3       Un  riscaldo  avete  in  testa  ! 

Riflettete  un  sol  momento^  ' 
Contro  l'arti  d'una  donna 
Giova  poco  aver  talento . 
Mette  il  mondo  sotto  sopra 
Se  ficcar  vela  vorrà  .      Tib.  parte 
Lue.  Ma  che  vuol  dir  I ...     Feb.  Sentite. 
U'n  galàntuom  morì ,  lasciò  due  figlie* 
Sotto  la  mia  tutela  una  ed  è  questa  f 
V  altra  l'ha  mio  fratel  D.  Tibaldone* 
Colla  sua  estremamente  egli  è  indiscreto  ; 
Io  Concedo  alla  mia 
Onesta  libertà  :  viviamo  insieme 


s. 

In  una  stessa,  casi,  e  in  separati 
Appartamenti;  ma  questa  diversa 
Maniera  di  pensar  forma  il  soggetto 
Delle  nostre  questioni . 
Lue.  Egli  è  ben  strano  . 
Erti.  E  a  segno  tal ,  che  sol  per  gelosia 
Ha  in  casa  unVecchio  ,  e  sordo  Servitore, 
Onde  non  possa  avere  mia  sorella 
Corrispondenza- con  alcuno. 
Lue.  E  dessa  ?     Feb.  Dessa  ,  son  persuaso , 

Che  non  ne  possa  più . 
Ern.  Ne  v'ingannate, 

Perche  ieri  m'ha  detto  ..ma  aspettati  aFeb. 
Siamo  in  quel  luogo  . 
Feb.  Vi  son  schiavo  .       (  incamminando  con 
Lue.   In  grazia  Seguendoli.         Ern.  ) 

Non  si  potria  sapere  ?...  Ern.  Perdonate, 
Ma  attesi  siamo  . 
Feb.  Ad  altro  tempo .  Addio,  parte  con  Ern. 
Lue.  Seguiamli  onde  indagare 

Quanto  al  vivo  amor  mio  possa  giovare  . 
(  parte  dietro  ai  suddetti  ) 
SCENA     I  I. 
Tatacca  ,  poi  Lucindo  » 
3Nfc       IT?  h  vada  a  dormire 
Jj  Chi  viver  non  sa  • 
Già  tutto,  nel  mondo 
E'un  tanlaranlà  . 
Se  asciutto  tu  sci , 
Pi  allor  che  hai  ricchezza  * 
E  ognun  t'accarezza  ,_~ 
E  inchini  ti  fa  . 
Già  tutto  nel  mondo 

A  $  E' 


E*  un  tati  !  aratili  * 
Se  sei  veritiero 
Diventi  seccante; 
Se  a'i  birb}  t'opponi  > 
Ti  dicon  birbante  ..♦ 
Eh  !  lasciala  andare 
Siccome  la  va* 
.    Già  tutto  nel  mondo 
E3  un  tanlaranlà  . 
Ma  !  fortuna  ci  vuole  a  questo  mondo  ì 
Altrimenti .....  esce  Lue. 

Lue.  Chi  vedo!  con  allegra  sorpresa 

Tat.   Le  son  schiavo 

Ssg.  Eucindo. 
tue.  Oh  come  qui  opportuno 

Giungi  Patacca  mio  . 
Tat.  Posso  servirvi  ?  * 
Lue.  Tu  puoi  giovarmi  in  cosa ,  che  decide 

D'ogni- mio  bene  . 
Tat.  Eccomi  qua  .  Lue.  M'ascolta  . 

10  sono  innamorato  alla  follìa  . 

Di  certa  Alinda  :  ma  non  ho  potuto 

Farle  noto  che  l'amo  ,  né  poss'io 

Saper  se  a  lei  son  grato  . 
Tat.  V'ha  veduto!  Lucio  la  seguì  dovunque. 

Occhiate  ,  gesti ,  moti  ho  messi  in  opra  , 
Tat.  E'  poco  .  Lue.  Ed  è  possibile 

11  poter  far  di  più  colla  ragazza  ? 

Tat.  Ciò  davver  m'interessa3e  perchè  mai  ? 

Lue.  Stanimi  attento  Patacca  ,  e. lo  saprai . 
Una  bestia  di  Tutore 
La  tien  chiusa  estremamente 

Tat.       Io  l'ammiro  ,  è  un  Uom  prudente  , 
(  con  aria  indifferente  ) 


7 

Lue.       Maledetta  la  prudenza  , 

Se  mi  fa  precipitar  con  fuoco 

Uomo  alcuno  dentro  in  casa 
Ei  non  vuol  sia  vivo  ,  o morto  • 

Tat.       Io  lo  stimo  ,  è  un  uomo  accorto 

Lue.       Maledetta  l'accortezza 

Se  mi  giunge  a  rovinar . 
Tiene  chiusa  la  ragazza 
Sotto  forte  chiavistello . 

Tat.       Oh  1  il  pensiero  è  proprio  bello  l 

ride  forte 

Lue.       Eh  vi  al  diavol  tu  ,  e  il  suo  bello  l 
Vedi  i  giusti  miei  deliri 
E  mei  stimi  -,  e  me  lo  ammiri  l 
D'ira  ,  duolo  ,  amore  ,  e  smania 
Mi  fai  l'anima  agitar  . 
(prendendolo  aparte ,  e  dicendoli  in  t no- 
no positivo ,  e  tranquillo  ) 

Tat.       Ma  al  Tutore  la  ragazza 

10  m'impegno  di  rubar  „ 
Lue.       Che  dici  mai  I  che  sento  1 

A  tanto  tu  t'impegni  l 
Di  tenero  contento 

11  cor  mi  fai  brillar  . 
Ma  i  mezzi  poi  ? 

Tat.     Pazienta.      Lue.  Ma  dimmi  almcn . 
Tat.       Prudenza  • 

Tacete  ,  via  partite  , 

Lasciatemi  pensar. 
Lue.-      Alinda  amata  speme 

Mia  sposa  ha  tu  sarai  1 

Tu  il  don  da  me  otterrai      a  Tat. 

Quai  devi  meritar . 

.A  4  Ahi 


D 


Ah  !  il  core  di  contentò 

Mi  sento  in  sen  brillar .        parte 
Taf.  Si  tratta  qui  di  fare  un  Matrimonio  : 
Or  dunque  all'arme  o  ingegno  mio  .  Met- 
D'intorno  ad  esplorare*  tiamei  ) 

A  pensare  ,  a  scavare  ,•  e  a  scrutinare  .   pv 
SCENA    III. 
Camera  in  Casa  di  Tibaldone . 
blinda  sola  • 
\  Oke  cosa  è  un  pò  d'  amore , 
Ed  un  fresco ,  e  buon  Marito  » 
Perchè  seco  ha  ri  reqmsito 
Della  bella  gioventù  . 
E'  per  questo  che  un  Vecchiotto 
Ad  amare  non  fi. invito 
Perch'è  senza*  il  requisito 
Della  bella  gioventù  . 
Ah  !  se  alfine  avrò  uno  Sposo, 
Qua!  lo  brama  questo  core  , 
Il  più  dolce  ardente  amore, 
Fida  a  lui  sapro  serbar. 
A  che  mai  mi  riduce  il  mio  Tutore 
Per  la  sua  tirannìa  !  Sì  :  ardito  è^d  passo, 
Ma  necessario  .  Dal  balcon  lo  vidi 
'  Or  ora  con  Lucindo  a  ragionare  ....'. 
Eccolo ,  a  noi  coraggio  ,  che  sarà  ? 
Il  fine  è  onesto  .  Amor  m5  assisterà . 
SCENA    I  V. 
Tibaldone  ,  e  detta  . 
Tìb.  r^  Ospetto  !  Cospettaccio  ! 

\^j  (  entra  inquietissimo. 

jllu  CosJ  avete 

Tutor  mio  bello!  Inquieto  mi  parete  . 
(sempre  con  accorte  maniere . 


9 

Tìb.^  E  eome  !  e  Come  i      *L*lh  Dite  .... 

Tib.  Crederesti  (con  gran  movimento  versa 

Di  farmela  tenere,     (la  quinta  come  se 

(  l'  avesse  con  uno  dentro  la  Scena  . 

Mi.  Ma  in  grazia  ...         Tìb%  Ti  darebbe 

V  animo  di  far  Lotta 

Con  un  par  mio  f       (  come  sopra  e  non 

(  badando  ad  Min. 

Mi.  Ma  almeno  ...    Tib.  CW  è  A  avocato... 

•Alt.  'Un  poco  *..  7/&.  Laureato 

In  Latino  Sermone  ... 
•Ali.  Io  credo  ...  Tib.  Infarinata 

In  Chimica,  e  Bottanica  ... 
Mi.  Vorrete.     Tib*  Fisica,  Matematica 

Statica ,  ed  Idrostatica  ... 
Mi.  Oh  dio!   Sareste  forse     (finge  somma 
In  collera  Con  me  i  (  rammarico. 

Tib.  In  collera  con  tei  Colomba  mia  ! 

Tutt*  altro  o  cara  ..«« 
Mi.  Voi  siete  sudato  ! 

Venite  qua  ,  vi  vuò  asciugar. 

(  h  asciuga  col  fazzoletto . 
Tib.  Che  tortora  ! 

Sappi  che  questionai  con  queHa  bestia 
Di  mio  fratello ,  e  con  un  giovinetto , 
Chequi  vicin  trovai;  tut-to  per  causa ... 
Ma  lasciamola  li  ! .  m'  è  già  passata 
Standoti  appresso  o  gioja  inzuccherata! 
Mi.  Siete  tranquillo  l         Tib.  Sì . 
*Alì.  Davver  ?     (  MI  fa  sfornile  come  per 
(  non  aver  coraggio  dì  dire  una  cosà  . 
Tib.  Sì ,  dico  .  \ 

Ma  perchè  mei  domandi? 

A  5  MI. 


IO 

Ali.  Perchè  .,>  perchè  ... 

rib.  Che  fu  ?  che  e'  è  ?  eh'  è  nato  ? 

vdli.  Io  vi  rispetto  .     Tìb.  Ebbene  ? 

+4lu  E  assai  vi  stimo . 

Tìb.  Che  tu  sii  benedetta  ! 

Or  dunque  .«.         Jtiu  Voglio  darvene 

Una  prova  di  fatto  . 
Tìb.  Io  non  t'intendo  .  (  con  impazienza  . 
•Ali.  Udite  ...  ah  quasi  quasi  mi  fo  rossa  . 
Tìb.  Ma  parla,  via,  che  fu  Figliuola  mia? 
•Ali.  Stava  {  sentite  un  pò  che  brutto  caso  ) 
(  fa  l'azione  di  quanto  racconta  . 

Sola  sola  da  me  nel  mio  stanzino 

Attenta  a  lavorare 

Quando  al  piede  mi  cadde  un  sassolino  . 

Ne  venne  dal  balcone  ,*  ed  era  a  questo 

Con  un  filo  una  lettera  legata 
Tib>  Cosa  dite  ?  Che  sento?  Oh  bricconata  ? 
%4li.  Io  che  vi  voglio  ben  ,  voi  lo  sapete 

M3  inquietai,  m'arrabbiai  3  e  nò  per  certo 

La  lettera  non  vò  • 
Tìb.  Ma  un  tal  briccone 

Chi  fu  ? 
Ali.  Fu  un  tal  Signore  che  di  poi 

Molto  tempo  parlò  col  Zio  ,  e  con  voi 
Tìb.  Capisco  è  appunto  quello 

Che  or  ora  ebbe  a  seccarmi .  Oh  se  potessi 

Vendicarmi  vorrei  .... 
"jtlu  Io  ci  ho  pensato     Tìb.  E  come? 
vili.  Rimandandogli  il  suo  foglio. 

(  Ali.  cava  un  foglio  sigilato  . 
Tìb.  Prima  ,  cara  però  leggerlo  io  voglio* 
xAlì.  Nò  crederà  eh'  io  T  abbia  esaminato 

SS  glielo  renderò. dissigillato  ♦ 


IT 

Tib.  Che  idea  ?'quant'  è  eccellente  ? 
Atu  Pur  se  voi    (  in  atto  di  dargli  il  foglio 
Lo  volete  tenete  ...    (  che  Tib.lo  ricusa  . 
Tib.  Oibò  oibò  (  bello? 

(  Si  ^ede  ben  che  m'  ama  )  Lascia  ....  oh 
Oh  che  pensiere  originai  mi  viene  ? 
Vado  ,  e  torno  ....  saprai ....  lascia  a  me 

(  fare . 
oili.  Fate  pure  signor  ciò  che  vi  pare  » 
Voi  vedete ,  se  sons  io 
Buona  buona  semplicetta 
Se  vi  parlo  schietta  schietta 
Se  sq  dir  la  verità  . 
Tib.     (Quante  buona  i  loia  conosco.) 

Figlia  mia  ... 
Ali*       Si  nor  mio  bello?.. 
Tib.       Ah  perdendo  vò  il  c^rvdìo 
Non  mi  fugge  in  verità. 
*A\u       Caro  ,  caro ...? 
Tib.       Tristarella?         Ali*       lo  vorrei . 
Tib,       Cosa  vorresti  ? 
Mi.     Mi  fo  rossa  .       Tìb.     (  Siamo  lesti 
Brinconcella  si  spiegò  .  ) 
Non  temer  che  sarai  mia  . 
Uli.       Dite. il  ver? 
Tib.       Non  e   è  questione 

•  Tutta  mia  ... 
jlli.       (Oh  che  babbione? 

Ah  da  ridere  mi  fa  .  ) 
Tib.  Mi  yuo!  bene  in  verità  . 
a  2       Che  piacere!  Che  contento! 

Tutto  in  seno  il  cuor  mi  sento 
Dalla  gioja  palpitar.  (Tib.  parte  . 
mAIu  Evviva ,  evviva  cominciamo  bene» 


I.» 

SCENA    V.  r* 

«En;.  Q  Orella  mia  buon  giorno  . 

v3  Come  ve  la  passate  ? 
véli  Non  si  domanda*  Male. 
Erri.  Poverina  I  .  i 

idli.  Sempre  in  casa ,  serrata  , 
•    Ch'  è  cosa  da  crepar  .      .  #  ' 
Em.  Dico ,  sorella 

Volete  voi  che  la  facciamo  bella  ? 
\Alu  Come  ? 

Etri.  Ci  siamo  col  Sig.  Febronio 
Già  un  momento  accordati 
Di  condurvi  un  pò  a  spasso,onde  venite..'. 
.Ali.  Senza  il  permesso  del  Tutor?  che  dite? 

Caderebbe  la-casa  in  precipizio  . 
Ern.  Di  che  avete  paura? 

C  è  di  là  il  mio  Tutore  . 
Jttì.  Parlar  gli  bramerei ... 
Em.  Deciso  avete  * 

Di  parlar  col  Tutor  ?  % 
tali.  Lasciate  prima 

Che  ragioni  col  Zio  . 
Em.  Vel  fò  venire , 

Ma  un  ricordo  vi  dò.  State  a  sentire» 
Non  basta  esser  brillante, 
Non  basta  esser  vezzosa , 
Se  un  graziosetto  amante 
Alinda  vuoi  trovar  • 
Ci  vuol  franchezza ,  e  spirito 
Ci  vuol  destrezza ,  e  brio> 
Fa  pure  a  modo  mio 
E  non  potrai  fa'lar^  (parte 

>AYu  -Benché  sia  mia  sorella ,  io  non  mi  fido 


*3 

B5  aprire  a  lei  i!  cor  mte 
Piuttosto  con  lo  Zio* 
Ch'  è  prudente  ,  e  amoroso  * 
SCENA    VI. 
Febronio  ,  e  detta  . 
Feb.  f\  H  mia  Nipote  ! 

Vj/  Ebbene,  e  che  si  fa? 
Vedete  :  eccola  là  . 
Sempre  coi  mali  umori . 
•Ali*  Ah  !  (  sospira  . 

Feb.  Che  bramate  ? 

Schietto  meco  parlate  ...    x/llì.  Caro  Zio  l 
Tcb.  Posso  forse  giovarvi  ? 
%dli.  Anzi  in  voi  solo 

Riposa  ogni  mia  speme. 
Feb.  Io  son  pronto 

A  far  tutto  per  voi.,   mi  conoscete  ; 
>Alu  E  chi  dubita  mai  ?... 

SCENA     VII. 
Tìbaldone  ,  e  detti  * 
Tib.  /"VU-ì  che  volete  ? 

V^J,  (  bruscamente  a  Feb. 

Feb.  Non  son  forse  suo  Zio  ? 
Tib.  Sì  ..sì  ...  ma  andate  ... 
Feb.  Che  Uomo  siete  mai  ? 
Tib.  Non  mi  seccate  . 
Feb.  Quel  che  volete,  A  rivederci  poi. 
(  Ci  parlerem  .  Farò  quel  che  tu  vuoi  .  ) 
(  alla  sfuggita  ad. blinda  3  e  parte  . 
Tib.  Alinea  !  Alinda  ! 

(con  vanagloria  compiacendosi  di  se  stesso. 
Dicano  adesso  i  criticoni ,  s3  hanno  core  : 


Che  con  tutta  ragione 


Deb- 


Debbono  dir  che  questa  testa  mia 

Testa  non  è  più  già  ,  ma  un  gran  testone. 
\A\i.  Non  v'intendo .         Tib.  Son  fino 

Più  d'una  ragnatéla.*  ah  !  che  bravura! 
Jtìu*  Lo  credo .  Ma  <w 
Tib.  Perfino  le  gazzette 

Porteran  le  novelle  al  Monopotapa-. 
\A\u  E  perchè  ? 
Tib.  Perchè  .•/Senti  Alinda  mia... 

Dimmi  bravo  .         *Ali.  E'  curiosa  . 
Tib.  Dimmi  bravo  .  (  inquietandosi . 

Ali.  Ma...  Tib.  Dimmi  bravo,  alla  malora... 
•Ali.  Bravo  ! 

Bravo!.,  e  così?  Tib,  L'amico 

E'  qui . 
•Ali.  Non  vi  capisco.  (  con  gran  movivi  cfttò* 
Tib.  Ov'  è  la  Lettera  ? 
Ali.  Eccola  .  (  la  trae  da  tasca  . 

Tib.  Dalla  a  me  .  (  za . 

Ali.  Perchè  ?  {glie  la<  dà  con  qualche  esìtem* 
Tib.  Preparati       (  mette  in  tasca  la  Lettera  l 

A  vendicar  tu  stessa 


I 

tanti 

•insulti  5  e 

tanti, 

D' 

'un 

temerario . 
S  C  E  N 

Eia  .  Venite 
(  alle 
A     Vili. 

avanti 
i  Scena  * 

■K 

Lucindo 

,  e  d(  tti . 

pachiate  d'intelligenza  tra  Lue.  e  Min. 

Mi.  T  O  scappo  via  .  (  per  andare . 

Tib.  A  Nò  fermati.  (trattenendola  . 

Mu  Scusate  ... 

Ma  la  modestia  ...  Tib-  Ci  son'io  vi  bene 
E'  proprio' una  Colomba  .  )  La  vedete  ? 
(  bitrbor.  a  Lue.  accen*  Mi. 


15 

Lue.  Ho  gli  occhi  sani...  Ma  non  vi  capisco. 
i  (  affettando  il  pili  alto- stupore  , 
Tib.  Non  mi  capisce  .'.,  poverini.. 

(  'verso  ^Ali.t  con  ironìa  riguardo  a  Lue. 
Lue.  Davvero  ... 

Chi  è  questa  Signora  ? 
Tib.  Oh  basca  ,  basta  .      (  con  gran  forza  . 

Leviamoci  la  maschera  . 
Lue.  La    maschera  ! 

Tib.  Uh!  gioventù  sfrontata!  (pesta  ì piedi. 
Lue.  Ma  Signore. 

(  affettando  un  discreto  risentimento  . 
Tib.  Signore  !..  ci  vuol  altro  che  Signore  . 

(  a  Lue. 

A  te.  (QptlLySU  toccz  a  te.  L'offesa  è  tua. 

(  JélL  si  cuopreil  viso  . 

Per  suo  rossor  T  ho  fatto  qua  venire  . 

Ali.  Udite  .   (  a  Lue.)    (  Deh  mi  possa  or 

(  ben  capire  .  ) 
Due  diversi  ,  e  gravi  ^oggetti 
Ho  presenti/agi3  occhi  miei 
Un  mi  desta  dolci  affetti 
Sdegno  V  altro  ,   e  orror  mi  fi  . 
Lue.  -mostra  la  pm  viva  segreta   com- 
piacenza -,    ma    con  Tib.  spiega  un 
aria  mortificata  . 
'Tib.     Ve  la  spiego  Signor  mio  ; 

Quel  eh'  eli'  ama  sono  io  , 
Quel  eh'  elfodia  siete  voi , 
«   -E  qui  dubbio  non  ci  sta* 
Lue.     Sia  qualunque  la  mia-  sorte 

Del  destin  non  mi  querelo  : 
Se  così  dispose  il  Cielo  , 

A  8  Ras- 


ì6 

Rassegnarsi  'converrà  . 
Tib.     Quest3  è  poco  ,  e'  è  un  codino  • 
Lue.     Sono  a  tutto  già  disposto  . 
Tib.     Ecco  a  voi  bel  Signorino  . 

(  cava  la  Lettera  e  la  dà  a  Lue    bur* 
beramente  esaminandola  con  stupore  . 
Lue.     Cos3  è  questa  ?...         Tib.     EU3  è... 
%41U     Una  Lettera 

(  interrompendolo  ,  e  parlando  artifizio* 
samente  a  Lue*  che  a  poco  a  poco  vi 
intendendo   il  senso   delle  parole  di 
*Alin. ,  e  ne  giubbila  . 
Che  restarsi  deve  a  voi , 
Né  convien.  per  mio  decoro 
Che  sen3  parli  qui  tra  noi  * 
Tib.     E  son3  io  che  ve  la  dà  1 

(  con  compiacenza  eccessiva  . 
Lue.     Ho  capito  ,  e  si  farà  . 

(  con  aria  giocosamente  ressegnata  met- 
tendo in  tasca  la  Lettera  + 
xAlu     Deh  colui  che  impresso  ha  un  core 
Doni  un  pegno  a  me  d3  amore  • 

Tib'     Egli  è  pronto  mia  diletta 

E  la  man  col  cor  ti  dà  . 
Mi.     Cara  mano  a  me  diletta  ! 

(  da  la  mano  ad  Mi.  che  la  tiene  mila 
destra  e  passa  accortamente  dietro  Tib. 
la  sinistra  che  viene  baciata  da  Lue. 
Or  felice  il  cor  mi  fa  • 
Lue.     Ah  l  voi  siete  a  lui  diletta  : 

(  facendo  credere  a  Tib.  di  parlare  per 
Lui ,  e  fingendo  rincrescimento  . 
Ei  ia  man  col  cor  vi  dàf 


*7 

776.     Or  da  quello  che  vedeste 

Persuaso  resterete  ... 
Lue*    Persuasissimo ,  credete, 

E  Sfò  ben'  quel  che  ho  da  fare  • 
Mu     Ma  si  faccia  immantinente 

Che  non  so  più  tollerare  . 
*4  3 
iAli.     Fate  presto,  tanto  bramo, 
Crepi  T  altro  ben  li  sta  ;. 
Ah!  k  gioja  mi.  trasporta, 
Per  si  gran  felicità . 
Tib.     Farò  presto  non  temere  ; 

Crepi  l'altro,  ben  li  sta; 
Ahi  la  gioja  mi  trasporta 
Per  si  gran  felicità. 
L\it%     Farà  presto,  non  temete; 

Crepi  l  altro-  ben  li  sta  , 
C  Ah  la  gioja  mi  trasporta  , 
Per  si  gran  felicità  .  ) 
{parte  Mi.  con  Tib.  per  una  parie  3  è 
Lue.  se  ne  va  per  V  opposta  . 
SCENA    IX. 
Piazzetta  come  prima  .. 
"Patacca*  poi  lucinda  . 
Taf.  O  Ono  proprio  curioso  di  sapere 
3  Come  il  Sig.  Lucindo  V  ha  pas- 
Ebben  ?  (  sata  .  (  esce  Lue. 

Lue.  Questa  è  una  lettera  d'  Alinda  . 

(  allegrissimo. . 
Taf.  Ma  come  ? 
Lue.  Tutto  a  tempo  ti  dirò  •  Leggiamo 

Or  quel  che  scrive  . 
P4f.  Va  benon  ,  sentiamo  . 


i8 

Lue.  (apre  e  legge)  „  Signore  ,' mi  sono 
„  avveduta  che.  mi  amate  ,  e  ne  siete 
„  corrisposto*  Se  avete  oneste  mire  , 
3)  liberatemi  dalla  crudeltà'  di  un  Tuto- 
3,  re  v  e  fatelo  subito  .  Il  mio  piccolo 
„  Appartamento  corrisponde  ad  un  Luo- 
>,  go- Terreno  in  cui  vi  è  la  porta  che 
3,  mette  sulla  stradella  remota  .-  Riuscen- 
5,  dovi  di  avere  la  chiave  di  questa  por- 
35  ta  5  mi  troverete  pronta  ad  un  Ma- 
5,  trimonio  anche  sulla  notte  vicina  5  ma 
„  questa  chiave  la  tiene  il  mio  Tutore 
33  sempre  in  saccoccia ■•  Confido  in  voi 
35  se  è  vero  s  che  amiate  la  sventurata 
3>  Alinda'. 

(  Lue.  mette  in  tasca  la  Lettera  >  e  Tat. 

si  concentra  in  se  stesso  •*        (istessa 

Se  è  ver  eh5  io  t  amo  ?  oh  Ciei  I  La  vita 

Per  te  darei  .  Patacca  mio  ...  ricordati  3 

Che  m'hai  promesso...  (  gliere 

Tat.  (  come  scuotendosi  )  Qui  bisogna  to« 
La  chiave  al  Vecchione  allora  è  fatto  tutto. 

Lue.  Non  v'  ha  dubbio..   Ma  come  ? 

Tat  Al  come  or  vò  pensando...  se  venisse... 
(  camminando  cem>  uomo  che  è  fluttuali* 
te  fra  var}  pensieri .  Lue,  si  ralle- 
gra ,  e  si  rammarica  a  tenore  di  quan- 
to dice  Patacca*. 
Nò  nò  ...  ma  si  potria  ...  sì  si  ,  gli  dico.... 
Ma  nò...  peraltro.. .oh  questo  sì... ma  nòr... 

Lue.  Ma  tu  mi  fai  morire  di  spavento  I 

Tat.  V  ho  trovata  ...  sentite     (  osservando.. 
Noi  siamo  fortunati. 
Viene  Don  Tibaldone 


IP 

Mettiamoci  a  parlar  lì  in  quel  cantone  • 
(  si  mettono  in  disparte  • 
SCENA     X: 
Tìbaldont  seguito  da  un  Vecchio  Servitore 
poi  a  suo:  tempo  i  suddetti . 
Tifa  jjy)  Animimi  marmcttina 

K^J         (  parlando  forte  al  Servitore . 
Ricordati  di  fare,  buona  spesa  , 
Ghe  vo  davero  stare,  allegramente  . 
(  il  Servitore* accenna^aver  capito  ,  e  parte. 
Ah  rquell!  impertinente 
Vuole  proprio  restar  di  pietra  tenera 
Allorché  doman  sarà  informato  , 
Che  mi  son  con  Alinda  maritato  • 
Oh  andiamo  .     (  per  andare  ,  in  qmsto 
(  s%  avanza  Tatacca  con  paloscio  al 
{fianco.  Cappello  voltato  ,   ed  aria 
(burbura  <, 
TaL  Servo  suo  ♦    (Si  mette  a  guardarlo  in 

(aria  mister  lesa  . 
%ìb\  Padrone  mio.,    (mostra apprensione  . 
(Che  brutto  muso«)>         (per  andare  . 
*gat.  E[  lei  Don.  Tibaldone  ? 

(  con  voce  alterata  . 
Tib*  Appunto .,        Tati  Mi  conosce  ? 
TìbSìgnov  ncr  Tat;  SonQ  un  sopravegliante 
Che  ha  Sommissione  espressa 
Di  vegliare  su  i  Ladri,  ed  ho  dieci  Uo- 
Nascosti  qui  d5  intorno  (  mini 

Onde  fare  un  arresto  . 
Tib.   La  si  spieghi . 
%at.  Oh  povero  Si  gnofc.J 

(  battendoli  sulla  spalla.} 
A   io  Tib.     * 


io 

Tib.  (  Oimi  l  Sarei      (  con  timore  segreta. 

Calunniato  da  alcun  !  ) 
Tat.  La  compatisco  ! 
Tib.  (Ah  "che  or' ora  m'arrestano!) 
Tat.  Tanto  è  ver,  che  le  voglio 

Far  del  bene  .  •      Tib.  (  Oh  !  respiro  ) 
Tat.  Signore  ha  una  Pupilla 

Sotto  la  sua  custodia  .    Tib.  Certamente  : 
Tat.  Conosce  un  tal  Luclnido? 
Tib.  Oh  se  '1  conosco  . 
Tat.  Sappia  eh5  ei  glie  la  vuole  portar  via* 
Tib.  Briccone  ! 

Tat,  E  a  tale  oggetto  vuol  rubarle 
La  chiave  della  porta 
Che  mette  in  la  stradella  . 
Tib.  Ah  i  Malandrino  l 
Tat.  Io  dunque  coglier  bramo  questo  Ladro 
Infraganti  delieto  onde  aver  causa 
D'  arrestarlo  sul  fatto  . 
Tib.  Ottimamente  ! 

Che  questoavra  se  va  colui  prigonc % 
Tat.  Ella  dunque  m'assista. 
Tib.  E  che  ho  fare  > 
Tat.  Lei  •..    Ma  il  Òriccon  da  lontan  seri 
(viene  .     ('  osservando  . 
Ponghiamoci  entrambi  all'operaie  ascoltr 
Pe  r  fargli  la  sorpresa       '  (  bene  *  ) 
Mi  metto  dietro  a  lei , 
M'asconda  col  Mantello, 
Siegua  t  consigli  miei , 
E  tutti  a  un  colpo  solo 
M'impegno   vendicar  . 
(Si  mette  dietro  Tib.  il  quale  lo  eno. 


2  1 

pn  possibilmente  co?i  lembi  del  man* 
tdlo  ed  altro  suo  sopra  tutto  un  mo- 
mento dopo  esce  Lue.  ) 
lue.       Signore  una  mia  chiave 
Hb  in  casa  sua  perduta , 
T  avria  ,  poiché  n'andai, 
A  caso  mai  veduta  ? 
{  Sempre  più  a  Tib.  Lue.    come  quello 
che  è  d'accordo  con  Tat.  gli  lascia 
il  modo  dì  fare  i  suoi  Lazzi  ) 
TaU.    (  La  neghi .  )       Tib.     Non  e  vero  . 
Lue.     Eppur  ...       (  con  aria  dìffidentissima  ) 
Tib.     Non  più  rumori  (risentito) 

T?at.     (  La  chiave  metta  fuori .  ) 

(  cava  di  tasca   una  chiave  e  la  mo- 
stra a  Lue  .tenendola  per  sempre  in  mano) 
lue.     Per  bacco  !  eh'  io  m'  inganni  ?     j 
(tirando  a  se  la  chiave. 
Tib.     Veda  ,  e  si  disinganni .. 
Tib.  •   Olà!  che  intende  fare?  (  difendendosi) 
Tat.    •(  La  lasci  a.  lui  rubare  .  ) 
Ijtc.     Eccola  :  il  segno  è  questo  . .  . 
(  Tib.  si  lascia  portar  via  la  chiave  da  Lue.  ) 

La  prendo  .  ». .. 
T?at.     Ed  io  t'arresto  !  . . . 

(  usetndo  fuori  impetuosamente  Lue.  fin* 
gè  il  pm  gran  timore ,  si  lascia  ca- 
der la-  chiave  >  e  fugge  ) 
Lue.     Aiuto!  ,  (.fugge 

verso  la  quinta,  e  raccoglie  la  chiave 
colla  quale  si  pietie  a  dar  dietro  a  Lue.) 
Tat.     QJà  ?  in  prigione  ! 
Tib.     Ma  ......  ~  (per  trattenerlo) 

A  il  Taf. 


ZI 

Tat.     Resti  ad 'aspettar,   (parte  con  cndo 
Tilt.     Capisco,  alla  Giustizia,    . 

Va  a  far  vederla- chiave  ., 
Chi  ma  si  gran  malizia 
(  Tat.  terna  colla  chiave  che  da  Tib.  ) 
Poteva  immaginar  * 
Tat.     La  chiave  sua  le  rendo  « 

(  rimette  la  chiave  in  tasca  da  cui  trae 
una  borsa  >  e  ne  Uva  alcune  monde 
che  offre  a  Tat.  i  il  quale  fa  le  smorfie 
di  non  volerle  nell'atto  che  le  prende) 
Tib.     Oh  grazie  mio  Signore . 
Tat.     Servita  io  l'ho  di  core  .. 
37&     Vi  prego  d'accettare  .  ... 
Tat.     Oh  che  fa  lei  ?  le  pare  ?  .  . 

Non  sono  già  di  quelli .... 
Nò  certo  .  . .  Son  di  peso  ? 

(  a  Tib.  esamina  le  monete  ), 
Non -serve  esaminar  * 

(  le  mette  in  tasca  ) 
(  LI  impronto  in  cera  è  fatto 

(  allegro  fra  se  ) 
II  fabro  è  lesto  >  e  bello , 
E  sento  già  il  martella 
La  chiave  a  fabbricar.  ) 
Servita  io  Tho  di  core  , 

(aTib.  che  lo  ringrazia  ) 
Non  c'è  da  dubitar  .         (parte) 
Tib.  Oh  !  vedete  che  fiore  di  Bargello  ! 

(per  andare) 
SCENA     XI. 
Tebrcnìo  5  e  Ernesta  %  e  detto  . 
¥eb.     A    snettate  Fratello. 


A 


Tih.-  xlL  Che  volete! 


Feb.  Permettete  che  venga  ora  cor,  noi 
Alinda  a  visitar  la  Contessala  ? 

Tib    Che  Co.ntessina!..or  or  qui  vi  volea  ... 
Veduto  avreste  . ...  ah  ah  quel  signorino 
Adesso  si  che  vuol  galanteggiare  ! 
Corriam  tutto  ad  A  linda  a  raccontare  . 

Feb^  Cosa  diavolo  ha  in  corpo  l        {parie} 

Ern.  Né  possibile 
E'  toelier  mia  Sorella 
Ad-  una  schiavitu^si  indiavolata  ? 

Feb*  Io  lo^farei  di  core  , 

Ma  non  vedi  che  bestia  ha  di  Tutore  ? 

Ern.  E  se  nascesse  il  caso> 

Di  poterla  aiutar  ?     Feb*  Mi*presterei' 
Con  tutto  il  core  a  farlo  ., 

Ern.  Ebbene  ,  accolgo. 

La  vostra,  buona, volontà  frattanto . 

Feb.  Mettimi  pure  al  caso  ,  e  sono  qui  • 

Ern.  Grata  vi  son  per  or  basta  così. {partono 
S  C  E  N  A     X  IL 

Spaziosa  Stanza  terrena  in  Casa  di  Tibal- 
done  .  In  prospetto  la  porta  per  cui 
s9  qscq  in.  Strada  .  Da  un  lato,  un  ramo 

.  di  Scala^  praticabile,  che  conduce  nel 
superiore  Appartamento  .  Dall'altra  par- 
te una  porta ,  che  introduce  ad  uno 
Stanzino  terreno  ^  Tutti  gli  Attori  suc- 
cessivamente .    . 

Tjh ùldone  scende  dalla  scala  con  un  fanaletto 
da  mano  dì   quelli  r  che    rinchiudono  in 
se  un  lume  acceso ,  poi  due  sugi  segua* 
ci  .Armati  con  Schioppo ., 
*%ib»  /^omc  restò  sorpresa  la  ragazza 

\^J  {  mette  in  terra  il  fanale  ) 


Al  mio  racconto  ì .  .  ah  birbo  !  .  .  Egli<è 
(  prigione  .  • .        pensando  ) 
Si  è  ver  ..  ma  non  vorrei 
Che  qualche  suo  collega  per  dispetto 
Tentasse  a  questa  porta  ...  (accenna  quella 
di  Strada)  e  chi  lo  sa  l 
E*  per  disgrafia  senza  catenaccio  ? 
Ho  fatto  dunque  bene  a  star  in  guardia  . 
(  va  allo  Starnino  ,  e  chiama  ) 
Amici  3  uscite .  Io  v'  ho  fatto  venire 

(  escono  gli  armati } 
Perchè  restiam  sta  notte  da  vicino 
A  quella  porta  chiusi  nel  stanzino  . 
Mille  torbidi  pensieri 

Mi  s'aggiran  per  la  mente  . 
Stiamo  amici  attentamente 
LI  celati  ad  ascoltar  . 
{  entra  con  gli  domini  nello    stanzino 
portando   seco  il   fanale ,  e  ne  soc- 
chiude la  porta  .  La  scena  resta  oscu- 
ristima  ) 
ìkli.       Hi  Lucindo  già  la  chiave 

(  poco  dopo  scende  pian  piano  blinda 
dalla   scala  suddetta  ) 

Tolta  ad  arte  al  mio  tutore  . 
Deh  lo  assisti  o  dolce  Amore 
S'or  mi  viene  a  liberar. 
7ib*      (Farmi  udir .,.  che  sia  apprensione?) 
(Tib.  sulla  porta  dello  stanzino) 
\4Ìi*       (  Starò  ferma  in  attenzione  .  . .  ) 

(  un  momento  di  silenzio  dì  musica) 
A  z 
Tìb.       (  Sarà  secso  forse  il  gatto  : 
Qui  non  sento  rifiatar.  ) 


2J 

vAlì.       (  Or  che  siamo  giunti  al  fatto 

Tib,  rientra  •  %4li.  resta  in  ascolto . 
viene  aperta  la  porta  di  Strada  ,  i 
piano  piano  si  avanzano  un  poco  Lu~ 
cindo  3  e  Tatacca  dopo  averla  soc* 
chiusa  . 

Io  mi  sento  palpitar  .  J 
Lue.       (  Fra'l  silenzio  ,  e  fra  l'orrore 
Porto  il  pie  qui  vacillante  : 
Forza  o  core  in  tale  istante , 
Somma  impresa  abbiane  da  far  .  ) 
(  S'avanza  un  poco  .  In  questo  esce  Tib. 
e  mette  V orecchio  a  terra  ) 
?at,       (  La  ragazza  ,  a  quanto  ha  scritto -r 
Starà  certo  qui  aspettando  : 
Ma  se  falla  ir  contrabando 
Io  so  come  rimediar,  ) 
T/&       (  Questo  qua  di  scarpe  è  suono  .  ) 
Mi*       (  Qui  s'  aggira  alcuno  intorno  •..  ) 

(  trova  la  scala  ) 
%Lur.       (  A  una  scala  giunto  io  sono  .  •  . 
TaU       (  Non  vorrei  cader  nel  pozzo  ...  ) 
*A  4      Torno  indietro.? ,  .vado  avanti?- 
Mi  sta  incerto  in  seno,  il  core  .. 
Un  violento  batticore 
Mi  fa  l'alma  vacillar  . 
Sale  pian  piano  la  Scala,  e  si  ferma  sul? 
alto  in  ascolto  . 
tAli.       (  La  scala  vò  salire  , 

Per  quel  che  può  avvenire  ») 
Tib.    '   (  Gli  amici  vó  a  chiamare  , 
Mi  voglio  sincerare  .  ) 

(  entra  nollo  Stanzino  ) 
Lue.       (  Cerchiamo  la  ragazza  . 


20 

Proyiam  salire  in  aito  .  ) 
(piano  a  Tat.  e  si  mette  a  salire  ) 
Tat.,      (  Davver  che  non  mi  sento. 
Di  fare  un  brutto  salto,  ) 

(  Va  verso  il  fondo  ) 
Mi}: .  -Ascende  alcun  ...  )j    Tib.     Chi  è  là  > 
(  alla  voce  dì  Tib   che  esce  un  momen- 
to dopo  coi  seguaci*  e  col  lume ,  blin- 
da si  ritira,  Tat. fugge  per  U  porta  di 
Strada,  e  Luc.scende  precipitosamente 
Che  vedo  ?  dove  andate  ? 
Voi  fuori  di  prigione  ? 

(  Lue*  cava,  una  pistola  ) 
ErnK      Che  cosa  mai  significa 

Sì  grande  confusione  ?• 
(  entrando  per  la  porta  di  strada  che  è  aperta) 
&eb.      La  porta  della  Strada. 

^entrando  dietro  Ern  ) 
aperta  sta  a  quest'ora  ? 
Tìb.       Questo  briccone  .... 

{  centro  Lue.  che  cavò  la  pistola  ,  e  \ì 
stare  indietro,  Tib.  ) 
lue.       Udite ..... 
y*//.       Alme  i;  mio  bel  Tutore  i  •.,. 

(  esce  iÀli.  in  cnsfia  da  notte  scende  ra- 
pidhmente  e  va  a  Tìb.) 

Che  vedo#J  ..,  che  spavento  l 
fo  vado  in  svenimento  .  .. 

(fìnge  svenire  ) 
%ib*  Ern,  e  Feb    jg  Coraggio ,  non  badar  .. 
Tib.       Tutto,  per  lui  :  tirate  . . . .. 
(  ai  due  seguaci, che  s'impostano  contro  Ern.  ) 
%Alì.  Tth.  Erti.,  Lue»  $t;  Fermate! 

(entra  con  gli  arnesi  come  alla  $  cenalo* 


27 

eseguito  da  6,  sgherri  armati  al  sue 
comparire    tutti  si  mettono  in  gran 
riguardo^  e  i  segnaci  di  Tib.  (alano  lo 
schioppo  l  Wk  vd  brav  ;tido  contro 
tutti  y  che  restano  intimoriti .) 
Tat.,       Olà:  fermate..,  • . 
Itb.       OimèI  II  sopravegliante  ! 
Tat.       Voi  qui?(<?  Luc.)voi  l'arme  in  mano; 
Ah  eccesso  nuovo  è  strano  ! 
Entrambi  per  cauzione 
Convienili!  qui  arrestar. 
(  accenna  a.  suoi  sgherri  Luce  Tifa  ) 
lue.       Ma  prima  concedete  . .  • 
Tat       Zitto  ,  e  vi  pentirete  • .  . 
vili.       Ma  prima  mi  permetta  . .  . 
Tat.       Ehi  zitto  la  Cuffietta  ... 
Feb.  edErn*       Ma.prima.un  pò,ascolt?.tc  ..,. 
Tat.       Zitto  ncto  mi  seccate 
Tib.       Ma  prima  senta  ii  fatto 
Tat..       Zitto  là  Vecchio  matto! 
*4li9       Ma  dica  quel  che  vuole 

(risolutamente  aTat.il  quale  sì  fa  ir^ 
dietro  un  poco  ) 

Il  mio  Tutor  cospetto 
Ha  da  restar  qui  in  letto  3 
O  un  diavol  saprò  far  e 
Tat.       Se  qui' i  volete  in  letto  ? 
Non  voglio  contrastar  K 
T    V     T     T    I. 
Oh  che  notte!  che  scompiglio  l 
Che  rovina  !  che  fracasso  l 
La  mia  testa  va  in  sconquasso  i> 
Ed  in  pie  non  posso  star  * 
Fine  dell'  vitto  Tximo  ♦ 


2$ 

ATTO    IL 

SCENA     PRIMA. 

Sala  di  Locanda  con  due  porte  laterali, 
ed  una  comune  in  prospetto. 
Lucindo,poi  Patacca  con  un  Servitore*, 
lue.  TJ  strema  è  l'impazienza 

JLL         (uscendo  dalla  porta  Laterale 
alla  destra  ) 
Di  questo  core  .  Ho  mio  destin  nemico  ! 
Tu  nrhai  tradito  sul  più  bello  ...  ebbene? 
(  a  Tat.  ci/esce  dalla  Commune  col  Servitore  ) 
Tat.  {allegro)  Gran  cose  l  cose  grandi  !  Udi*. 
Seppi  ,  che  Zibaldone  (te  ,  udite  •) 

Per  maggior  precauzione  conduce  Alinda» 
Alla  sua  Casa  di  Campagna  ,  e  deve 
A  momenti  passare  per  tli  qua  . 
Lue.  Possibile  (al  trasporto  ) 

Tat.  E  per  torgli  la  ragazza 

Oh  già  pensato  a  un  nuovo  strattagemma. 
Curioso  . .  ho  dalla  nostra  à  forza  d'  oro 
Già  i  Servi  dell'Albergo »..  anzi  va  dentro 

{al  Servitore  ) 
In  quella  Stanza ,  che  ti  debbodare 
Gli  ordini  .... 

SCENA     IL 
Tìbaldone ,  blinda  ,  un  Servitore,  e  detti. 
Txb.  (di  dentro  )  C  ervitori  ! .  . 
Tat.  tJ  E'  lui  per  bacco  l 

JLuc.  Entriamo  . 

(entrano  col  Servitore  nella  Stanza 
Laterale  ,  poco  dopo  escono  Tib*  %AÌU 
e  un  Servitore) 


2& 

Tw.  (al  Servitori) Apriteci  una  Stanza  ,  e  tu 

Sta  allegra  ,  che  lontani  (mia  cara) 

Siamo  da  quel  briccone  . 

(ad  Ali  che  sta  concentrata  in  se  stessa  £ 
Servitore  apre  una  porta  Laterale  ) 
%4lk  (  Ah  l  il  meschino  è  prigione  t. .  . 

Che  mal  di  cor  mi  sento  I  .  •  )• 
Tib.   Riposarti 

Brami  un  tantino  ? 
Alt    Ne  ho  bisogno  estremo  . 
Tib.  Ebbene  fin  che  vò  per  cert'affan* 

Riposati  ,  ma  voglio  esser  fra  un  ora 

Alta  mia  bella  casa  di  Campagna  . 
%Ali.  Si  sì .  (  Sorte  spietata  l 

Se  Lueindo  perdei  son  disperata. 

(entra  ,  e  si  chiude)- 
Tib.  Per  causa  di  colui  sta  così  male! 

Ma  appieno  guarirà 

Allora  che  con  me  si  sposerà . 

(  parte  col  Servitore  dalla  Commune  ) 
SCENA     III. 
Luci tido>  e  Tatacca  escono  dalla  loro  porta 

con  somma  circospezione  ,  poi  blinda  . 
Tat.  T  1  colpo  è  fatto  .  Andiain  .. . . 
Lue.  JL   Parlar  vo  prima 

Ad  Alluda-  .  .  . 
Tat.  Eh!  che  diavoli  .  .  . 
Lue.  Tant'è  fammi  la  guardia.     (  risoluto  y 
Tat.  Ma  face  presto  presto .  A  me  bisogna 
(Tat.  va  sulla  commune  ad  osservare} 

Un  pò  di  tempo  per  dispor  la  Macchina  . 
Lue.  Hai  ragion  .  Ci  direni  trenta  parole  .,. 

Ah  !  la  viva  mia  brama 

Non  ha  ritegno .  (va  abattere)  Alinda  l 


1* 

Mh  (aprendo)  Chi  mi  chiama?  (chiamando) 
{esce,  s'avvede -di  Lue.  tutti L,  e.  due 
al  trasporto  •  Tat.  in  estrema  movi- 
mento di  timore ,  d'osservazione  di 
volerli  separare  &t.) 

Mi.     Giusto  Ciel  !  che  veggio?  Oh  Dio. 
Sei  pur  tu  Lucindo  mio  ? 

Tat.     Or  stiam  freschi  in  verità  ! 

lue*     Sì  son  io  mio  bene  amato: 

A  z     Oh  che  istante  fortunato   t 

Tat.     Ah  che  un  guajo  nascerà. 

Mi.     Fuor  dei  ceppi?  e  corneo  caro? 

Lue.     Ah  che,  in  ceppi  ho  solo  il  cuore  . 

Mi*     Guai  se  viene  il  mio  Tutore  ■ 

Tat.     C'è  il  Guardian  ma  fate,  presto  . 

A  2     Presto  osserva  per  pietà  . 

Lue.    .Quanto  oh  Dio  per  voi  mi  duole  .,,.. 

Tat.     Sono  ..dicerie,  parole  ., 

mdtn.    Ali  con  te  son  troppo  brievi 

Questi  amabili  momenti  »  •  • 

Tat.     Le  parole  vanno  al  venti . 

A  2     Caro  bene  ho  che  piacer? 

Lue.     Son  felice  .         Mi.     Son  contenta  « 

Tat.     Le  parole  sono  al  trenta  ; 

A  2     Ah  pietoso  alfine  amore 

Pur  ci  seppe  consolar.    . 

Mi.     Oh  che  gioja?.    Lue.  Oh  che  diletto  I 

Tat.     Ma  finitela  cospetto  . 

A3r 
Tot.      Un  pochetto  di  prudenza 

Ma  piuttosto  vi  scrivete 
Se  un  malanno  non  volete 
Vi  dovete  distaccar . 
(gli  stacca,  ma  eglino  tornano  repli*' 


. 3i 

attamente    ad  unirsi ,    finché    Tate 
spinge  >Alin*  dentro  della  sua  porta 
alla  destra  ,  e  strascina  seco  alla  si*- 
nistra   Lucindo  .  ) 
pat**  Lue*.    Si  che  sposi  alfin  saremo 

Vengo... attendi-. un  sol  momento. 
Che  violènza  al  cor  mi  sento 
Non  mi  so  da  voi  staccar . 

(partono  tutti  tr&come  sopra  ) 
SC  E  N  A     I  V. 
Febronio  j  ed  Ernesta  introdotti  da  un 
Servitore  ,  poi  Txbaldone . 
Seb.  O  tatevi  pur  tranquilla 

3  (  Ern*  sì  mostra  agitatisi.) 

Se  Alinda  non  troviamo 
Noi  addietro  di  certo  non  torniamo  • 
Erti*  Oh  povera  sorella  i 
Si  può  dare  di  peggio  ! 
Feb.  V'assicuro  %*.  J 

Che  se  sapessi . . . .  ho  ben  trovato  i 

(  esce-  Tìb.  il  quale  al  vedere  i  due  sud- 
detti si  ferma ,  arrabbkmduì  seco  stesso  .) 
Tib.  (Il  diavolo 
Che  ti  porti .  ) 

{.vivam.  a  Tib,  che  non  le  bada  % 
Em.  Signore  dove  sta 

La  mia  sorella  ?     . 
Tib..  (  Non  le  vò  dir  niente  .  ) 
Feb.  Mormora  apertamente 

Di  voi  ciascun,  che  vi  fate. tiranno 
D'una  povera  giovane  . 
Tib.  Che  affanno  !"  (  con  caricatura  X 

Chi  'sì   prende  taf  brighe  l 
Em.  Quand'altri  non  ci  fosse  cison'io 


I» 

Dove  sta  mia  sorella  > 
Teb.  Dov'è  quella  ragazza  ? 
Trk  E\  f  y  .  dove  tocca . 
Teb.  Risposta  sorprendente!  (  Ern.s "inquieta 
Non  v'inquietate  .  Io  so  quel  che  ho  da 
E  cosi  ,  dir  volete  ,  (fare  .) 

Dov'è  questa  ragazza  ?     Tib.  Signor  nò  ! 
*cb.  Corpo  di  bacco!  lo ,  io  la  troverò! 
Se  fosse  sotto  terra 

Trecento,  e  tante  miglia, 
A  voi  farò  tal  guerra 
Che  a  trarla  fuori  avrete  ; 
O  cederla  dovrete 
A  chi  s'aspetterà  . 
Vedete  là  il  ragazzo  , 

Che  vuol  far  t  amorino  I 
Vedremo  ,  Vecchio  pazzo*, 
Vedrem  chi  vincerà  • 

(prate,  dalla  Comune  ) 
Tib.  (  Vò  sbrigarmi  con  arte  di  costei .  } 
Erti.  Né  palesar  volete?  . . , 
Tib.  Voi  tanto  mi  stringete 
Che  negar  non  vi  posso 
Questa  sodisfazione. 

SCENA     V. 
Lucindo  col  Servitore  di  tanto  in  tanto 
sulla  porta  in  ascolto  ,  e  osserva  . 
Ern.   FJ  bben'dov'è  ? 
Tib.    li  Lì  dentro  . 

(  accennando  la  stanza  di  Lue.  ) 
Ern.  Oh  mia  sorella  ! 

{corre  nella  stanza  appena  entrata  77& 
serra  colla  chiave  la  porta  ) 
Cosa  fate  !  (rf/  dentro} 


35 

Tib.  Canta ,  canta ,  or  scappiam  colla  ragaz- 
Da  questi  seccatori  .  Alinda  I  (  za 

{batte  forte  alla  camera  (TtAli.ma  còia* 
ima  piuno  ) 
JLU    (opre)  Son  qui  l  .  .  . 
Tib.  Presto  ,  venite   .... 

{  parlando  a  mezza  voce  ,  ed  Incammi- 
nandosi   in  aria  sospettosa    e  guar- 
dinga alla  porta  del  fondo  .  ) 
*Ali.  Che  vuol  dire  I  (si  ferma  a  guardarlo  ) 

Voi  mi  fate  stupire  . 
Tib    Zitto  ,  e  andiamo  (sollecitandola  ) 

xAll    Perchè  questi  riguardi  ? 
Tib    Quanto  ci  vuol  ?         (con  impazienza) 
%Ali.  Spiegatimi  di  grazia  . .  • 
Tib.  Eh  di  grazia  finiam  le  seccature  . 
Mi.  Ma  .  .  ,  Tib.  Venite  una  volta  . 

(  prendendola  per  mano  per  condurla  4 
forza  difendendosi  ) 
%Ali.  Perdonate  .  «  .  * 

Vò  prima  . . . 
Tib.  Eh  cospettaccio  l . . .  > 

S  C  E  N  A     V  t 
febrpnio  ,  e  detti ,  poi  Ernesta , 
e  il  Servitore , 
Feb.  £7*  osa  fate  ? 

V^i  Dov'è  Ernesta? 
Tib.  Noi  so  !  Su  via  venite . 

{  ad  Mi.  eon  ira  per  condurla ,  ma  Feb* 
lo  impedisce  ) 
Feb.  Fermo  olà  !  vò  sapere 
Ern.  Aprite,  aprite  .     i  /r  dentro ,  e  forte  ) 
Feb.  Ernesta  I  {con  sorpresa  di  luU  che  ^li.) 
Ern.  Sono  io  *        (Feb.aprey  esce  Ern*  poc$ 


H 

dopo  UServ.  ch'era  con  lei  esce  inosse?* 
<vatO)  e  parte  dalla  Comune  ) 
\Alu  Cara  Sorella  ! 

(  5Ì  svincola  da  Tib.  e  corre  ad  Ern.  ) 
Ern.  Egli  mi  ha  chiusa  a  chiave  . . . 
Egli  è  un  poco  di  buono  .... 

{accennando  T>i>  con  disprezzo) 
iÀli,  Oh  dio  che  intendo  ! 
Tib.  Seguitemi  cospetto  1  o  naseerà  ! 
Un  gran/diavolo  qui!  .  .*,  . 

(  per  tornare  a  prendere  risolutamente 
blinda  per  mano  ) 
\Ali.  Ma  via  fermatevi 
Tib*  Non  signor  no  vò  replico  ...  venite  .,. 
{per  forzarla  a  partire) 
JLVu  Ma  che  insolenza  è  questa  ? 
Tib»  Io  così  voglio  . 
*Al\.  A  me  la  forza  ? .  . .  A  me  ? . . . 

10  non  merto  strappazzi  ...  Eppur  vedere 
Quanto  deggio  soffrir  > ...  La  forza  ...  oh 
Sento  ghiacciarmi  il  cor.- . .  (Dio) 

11  passo  mio 

E'incerto  ..^Ernesta  ohimè  sostienimi  !  oh 

(Dio .  (finge  svenasi) 

Tib.  Poverina  che  fu  ?  presto  delTaccqua.... 

Ernesta. ..ah  no  qui  resta...  Andrò. ...pecca- 

Vedetc  ,  che  accidente  indiavolato  .   (to  ? 

(parte) 
uAli.  E  partito  *..  ah  ah  !  ah!  (ridendo) 

Ern.  Tieni  .  .  • 
Mi.  Che  foglio  è  questo  qui? 
Ern    Lucindo  ...  Zitta  ... 
diìn  Ebbene?  Ern.  Era  là  dentro  .  *. 

(accennando  la  porta  per  dove  è  uscita  ) 


m 

Kachiuso  ,  e  me  Io  die  pieno  d'  amore 
Dicendo  1'  abbia  Alindacol  mio  core  . 
'Tib*  Ecco  l'acqua.  Alinda  ..♦  Oh  cos'è  stato? 
sAlì.  Non  occorre  o  .  .  dirò  .  .  • 
Tib.  Ma  l'accidente 

Mi.  Ah  son  guarita  già  non  ho  più  niente. 
Tornò  la  bella  pace 
A  consolarmi  il  cuore 
L'affanno  ed  il  dolore 
Signor  m'abbandonò  . 
Andiam  se  lo  bramate  ,  (a  Tibaldó). 
Andiam  se  lo  volete, 
Suon  buona  lo  sapete. 
Non  merito  rigor  * 
Donzcllette  innamorate 

Se  ottener  vogiiam  l'intento 
Ci  vuol  qualche.sv%pimento 
Spesso  fingere  convien  . 
T/#.     Poveefna'quant'è  buona  ? 

/Ah  ne  son  proprio  contento 
§i  scatenasul  momento  , 
Ma  poi  fa*  quel  che  mi  par  . 
Erti.  Feb*     ìl  babbion  tutt'è  contento  ? 

L'ha  saputo  corbellar  . 
Ftb*  E'divenuta  pazza  tua  sorella  ? 
Ern.  Tutto  altro  .  In  quella  stanza  ritrovai 
Nascosto  il  suo  Lucindo  . .  Zibaldone 
Certo"  non  lo  sapeva  . 
Feb.  Oh  !  Ern.  Per  Alinda      - 

Un  biglietto  mi  diede  .  .  . 
Tante  cose  mi  disse.... 
Vcb.  Andiamo  a  lui  . 
Em-  Oibò  ,  ch'Egli  con  quello 
Che  credere  si  fé  sopravegliante 


Una  macchini  ha  ordito: 
Si  calò  dal  balcone  ,  ed  è  fuggito  : 
A  oggetto  d*  arrivare 
Prima  di  Tibaldone 

A  un  certo  luogo  ...  ho  sarà  bella  invero! 
F&b,  Quanti  imbrogli  .     Ern.  Vedrete  .,. 
Venite.*.,  vi  dirò  ...  noi  pur  dobbiamo 
Seguire  alla  sua  casa  di  Campagna 
Don  Tibaldone  ,  ed  utili  potremo 
Essere  a  mia  sorella  Vi  ricordo 
la  parola . 
Feb.  E  son  pronto  a  mantenerla  . 

Ma  ancora  io  poi  saprò  . 
Ern.  Andiam  .  Per  viaggio  il  tutto  vi  dirò  • 

(partono) 
SCENA     VII. 
Spaziosa  saì%  terrena  nel  Palazzo  di  Cam- 
pagna di  Tibaldone  con  quattro  parte  la- 
terali, ed  un  portone  d'ingresso  nel  fon- 
do .  Sedie  ,  e  Tavolino  con  l'occorrente 
da  Scrivere  . 
LtKìndv  vestito  da  Militare  con  baffi . 
Lue.  O  arai  contento*  alfin  tiranno  amore  ? 
lJ  Ecco  per  te  cambiai  di  vesti,  e  sono 
Militare  per  te  .  Trovassi  almeno 
Un  cuor  sincero  ,  e  che  serbasse  fede , 
Ma  folle  chi  vi  crede 
Chi  si  fida  di  voi .  La  fedeltà 
In.  cuor  di  bella  Donna  mai  con  sta  i 
Ragazze  liete  belle , 
E  assai  carine  ancor  ; 
Ma  perde  fin  la  pelle 
Quel  che  vi  dona  il  cor , 
Giurate  affetto  è  vero  » 


37 
Costanza ,  fedeltà*; 

Ma  per  un  quarto  d' ora 
E  niente  più  si  sa  . 
Eppur  con  tanti  guai 
Avete  un  che  negl'occhi 
Che  noi  poveri  Sciocchi 
Cediamo. alla  beltà. 
Per  questo  che  si  amabile 
Sposar  vò  Alinda  bella. 
Ah  !  fra  soavi  palpiti 
Godrò  felicità . 
Tibaldonc. dovrebbe  esser  venuto 
Con  la  ragazza.  E  cosi  breve  il  viaggia 
Dalla  Locanda  a  questo  luogo  .»*  parmi... 

(ascolta) 
Sì  certo  ;  è  una  Carrozza  ...  s'è  fermata... 
Amici  ....  attenti  agl'ordini ,  ed  avrete 
(  chiama  a  una  porta  ,  escono  due  ve- 
stiti da  Soldati ,  e  si  mettono  in  guar- 
dia al  portone  ,  stando  però  dentro  in 
modo  da  non  esser  veduti  s$  non  da 
chi  entrò  già  in  sala  .  ) 
Denari  quanti  mai  voi  ne  vorrete  • 

(entra  in  una  Stanza  later.  )i 
SCENA  Vili. 
^Poco  dopo  esce  Tibaldone  con  blinda  :  li 
siegue  il  Vecchio  Servitore  veduto  nella 
Scena  X.  dclV  atto  primo  ,  ed  una  Valigc 
in  spallai  Entrato  Tib.  in  Sala  con  Min. 
•*  accorge  allora  dei  Soldati  i  quali  im- 
pediscono al  Servitore  d'entrare  :  Tib.  re- 
sta da  prima  come  sbalordito ,  poi  vi  gre 
dettamente  rimettendosi .  *d\u  mostra  con 

Tik 


$1 

Tib.  la  più  grande  sorpresa  ,  ma  seco  stes- 
sa f  allegra  . 
Tib.  /"""*  He  diavolo  !..  ho  sbagliato  ! 
V^  (  stropicciandosi  gli  occhi f  e  guar* 
(  dando  per  tatto  . 
Ho  gli  occhi  foderati  di  prosciutto! 
Ma  questa  è  casa  mia  . 
\Alì.  (  E'  cosa  da  scaldar  la  fantasia  <  ) 
Tia.  (  va  alle  Sentin.  )  Dicano  ....  quello 
(  lì  è  il  mio  Servitore  ... 
Lo  lascino  passar  ...  {  le  Sentin,  burbu- 
£  rumente  di  nò  )  sia  per  non  detto  , 

(  ritirandosi . 

Va  via  .  (  al  Serv*  che  parte)  che  abbiam 

(  da  fare  ?     (ad  Mìtu 

jili.  Per  prudenza  in  Città  direi  tornare  • 

(  a  mezza  voce  affettando  timore  . 

Tib    Tornare  addietro  l  La  sarìa  famosa . 

Entriam  qui  dentro  ,  La  perdoni ... 

(per   entrare  in    una  delle  Stanze  ta~ 

(ferali;  ma  comparisce  una  Sentinella  che 

(  lo  fa  dare  indietro  :   e  così   successiva- 

(  mente  ad  ognuna  delle  altre  tre  porte  . 

\A\\.  (  Buono  !  )  (  ride  fra  se  ♦ 

Tib.  Scusi  ....  (  a  un  altra  porta  • 

,All  (  Meglio  .  ) 

Tib.  Ho  fallato  ....  (  ad  altra  porta  . 

&&  (Viva!) 

Tib.  Ho  sbagliato  ..  (  ad  altra  porta  )  ah  co- 
(spctton  di  bacco  !    (venendo  avanti .. 
Qui  proprio  in  Cas3  mia  . 
Ho  da  soffrir  .... 
^Ali.  Silenzio  $  e  andiamo  Via  ♦  (  come  sopra. 
Tib.  Come? 


39 
SCENA     IX. 

Tatacca  da  Capitano  bizzarramente 
vestito  ,  e  in  piena  caricatura  con 
baffi  9  Lticindo ,  e  detti . 
Tat.  nPUtti  al  Moschetto  . 

L  (  di  dentro  a  gran  voce  . 

Tib.  Bagattelle!  ^4  li.  Per  carità  scappiam.... 
*Pat  Bruciarli  vivi .  (  come  sopra  . 

*4ii.  Ma  andiamo  ♦ 
Tib.  E  gambe  in  spalla  . 

(  s'  incamina  verso  il  portone  per  scap- 
(pare  frettoloso  ;  ma  usci. a  blinda 
(  le  Sentinelle  gì9  impediscono  di  sor- 
(  tire  . 
Addio  Mondo!  son  fritto!  (  resta  indietro. 
Tat.  Disertar!  che  delitto  !    (esce  con  aria 
(  fiera  ,  seguito  da  Lucindo  fingen- 
(  do  ambìdue  non  veder  Tib  al. 
Lo  voglio  moschettato  , 
Almen  tredici  volte  ;  e  dopo  ancora 
Che  fatta  gli  sarà  lamella  festa, 
Tremi  del  Capitanò  spaccatesta  . 
Lue.  Ma  Signor  Capitano  ,  s3  è  cercato* 

Si  può  dire  sott3  acqua. 
Tat.  Eh  voi  vedrete 

Che  quando  poi  si  vuole,  si  ritrovi. 
Lue.  Creda  ... 
Tat.  Da  me  ne  avrete  ora  la  prova  . 

(si  volta,  e  finge  allora  avvedersi  dì 
{  Tib.  lo  fissa  mezzo  rìdente  &c. 
Ah  ah  !         Tib.  (  Sono  spedito!) 
Wat.  Che  fortuna  l 

Che  sorte . 
Tib.  Signor  mio  .t.      (  con  tintore  grande  / 


4° 
Tat.  E  Lui ...  è  Lui .  »; 

(  allegro  a  Lue.  accennando  Tib. 

Tib.  (  Se  ride  ,  non  e'  è  male  .  ) 

Tat.  Vedete ,  che  bel  Vecchio  i 

.Tib.  (Oh  via  respiro.'  ) 

Tat.  Si  può  meglio  dipingersi  } 

Tib.  (  lo  dipìnto!) 

Tat.  In  somma  è  Lui.  (a  Lue* 

Lue.  Si  è  desso  • 

Tat.  Ah  scellerato  !     (  in  furia  battendo  il 

(  bastone  in  terra  . 

Tib.  Io  !  (  tremando  .. 

Tat.  Finger  osi  ancori  chi  sei  ?  Tib.  Io  sona 

Don  Tibaldone  •         Lue.  e  Tat    Bravo! 
Tib.  E  questa  è  Casa  mìa  .  Tàt.  Basta  così  » 

Questo  qui  è  il  Quartier  Mastro-» 

E  tu  ..*  sai  tu  chi  sei  ? 
Tib.  Signor  sì...  e  Signor  nò*. 
Tat.  Tu  sei  Trincia-polpette  » 

Nostro  Tamburo  ♦ 
Tib.  Io!  Tat.  Certo. 

Lue.  Hai  disertato!...  (rapidam.  tutti  (Tue* 
Tat.  Ti  sei  sfigurata. 
Lue.  Ma  sei  Trincia-polpette  dichiarato... 
Tat.  E  fra  poco  sarei  qui 'moschettato  . 
Tib.  Signore  ...  con  la  guerra 

lo  non  ho  parentela  .... 
Tat.  Olà  prendetelo  (  ai  Soldati  che  sì  mei* 
Fra  Farmi,..  (  tono  a  guardare  a  vista  Tib. 
Tib.  Ajato,  aiuto  . 

SCENA     X. 
blinda  dal  fondo,  e  detti.' 
sAli.     A    H  l  che  mai  vedo  i 


LA 


TaU  £\  A  tempo  voi  venite 


4T 

Per  vedere  un  spettacolo  perfetto  • 
Morire  per  saluto  d'  un  Moschetto  . 
Ali.  Cornei  cosa!..  Signore.... 

E'  quegli  il  mio  Tutore  . 
Tat.  Che  sento  !  è  questa  un  arte  sua  !  che 
Lue.  Che  malizioso  I  (furbo! 

wf//V  Ah  nò,  Signori  nò'. 
F/  vero  quei  che  ho  detto .' 
Abbiate  compassione 
Di  quel  scimunitaccio  . 
Vedete  quel  bruttissimo  mostaccio  ? 
Vedete  quella  cera  da  assassino? 
Tutto  vi  dice  ch'egli  è  un  Uom  meschino.. 
T!b.  (  Buon  avvocato  affé.  ) 
Tat.  Non  più:  è  decisa • 
Vada  al  Moschetto. 

(  I  Soldati  fanno  un  passo  contro  Tilt.. 
Tib.  ALinda!.*.  {raccomandandosi. 

tAìì.  Ah  nò ...  fermate  •«• 
Tat.  Che  osate  voi  ? 
%Ali.  Vi  supplico  ascoltate •■ 

Pria  che  soffra  quel  meschina 
Così  barbara  disdetta  r 
Contro  me  la  baionetta 
Io  vi  prego  di  vibrar . 
Lue.     Con  le  Donne  non  sta  bene 
Di  trattar  sì  bruscamente 
Ci  convien  più  dolcemente 
TI  bel  sesso  castigare  . 
Tat.     Io  per  me  non  guardo  tanta 
Pel  sottile  o  per  il  grosso  , 
Ma  dò  dentro  a   più  non  posso 
Quando  voglio  fulminar  . 
Tib.     (Se  la  fanno  tra  di  loro, 


4S  N 

E  frattanto  poveretto , 
Quattro  palle  di  moschetto  , 
Mi  verranno  a  salutar  .  ) 
Mi.     Sia  qualunque  voi  volete  (risoluta. 

10  noi  lascio  qui  ammazzare . 
Ttb.     (  Benedetta  f  quest'  è  amore.) 
Tat.     Segretario-  che  ho  da  fare*  (a  Lue* 
Lue.     Mi  commove  il  suo  dolore.. 

(  Tat.  si  pone  in  aria  caricatane  grave . 
Mi.     Deh  vi  prego».. 
TaL     Sto  pensando  !  (  ad  Mi. 

Mi  mette  a  gran  cimento  l 
A  4     Che  terribile  momento 

11  mio  sangue  fa  gelar» 
Taf.     Orsù  5  per  farvi  grazia 

Lo  tenterò  salvare. 

a  3     Viva  il  suo  cor  magnanimo 

ha 
Comandi  che    ,      da  fare  ? 
ho 

Taf .     Soscriva  un  foglio  in  bianco  j 
Si  renda  a  discrezione  } 
La  donna  resti  ostaggio , 
Dia  pronto  a  me  un  milione  f 
E  poi  ...  sperar  potrà  •• 

Tib.     (  E*  meglio  affé  il  moschetto.  ) 

Lue.  Mi.     Da  bravo  ,  soscrivete  . 

Tib.     Ma  quel  milion  1     Tat.     Cospetto  ì 

Lue.  Mi.     Al  resto  v'  opponete  ? 

Tib,     Nò  ma  un  milione  pronto  .... 

T*at.     Via ,  prenderò  un  a  conto  . 

Tib.     Soscrivo  ,  e  sono  qua  . 

(  mentre  nja  al  Tavolino  per  sottoscrive* 
(  re  seguito  da  Tat  Lue.  si  trattiene 
l  con  Minia  con  cautela  » 


43 

MC.     (Vi  sono  alfin  vicino!) 
*at.     Sia  nitfdo  il  carattere  . 
min     (  LUcindo  mio  carino  f) 
ib.     Ecco  soscritto   il  foglio  • 
yat.     Se  vuole   andar  ,  lasciatelo 

(  ai  Soldati  che  partono  tutti  dal  fondo  . 
Ma  -fin  che  vicn  f  a  cowfo 
V  ostaggio'  resti  qua  . 
Tib.     Or  tosto  quest*  a  conto 
Da  me  a  pigliar  si  va  . 
kA  4 

ttb.    (  Qual  contrasto  mi  fa  in  petto 
La' paura  col  dispetto! 
Tutto  il  sangue  in  aito .,  e  a  basso 
Io  mi  sento  rivoltar  .  ) 

Tib.  e  Mid.     Obbligata  senza  fine 

10  la  debbo  ringraziar . 

Lue.  Tat.     Quando  posso  ,  fo  del  bene  ; 

Non  dovete  ringraziare  . 
LucMìJPaU  (  Qual  contrasto  mi  fa  in  petto 

11  piacere  col  diletto 

Tutto  il  sanguetta  alto,  in  basso  . 
Io  mi  sento  rivoltar .  ) 
(  parte  dal  fondo ,  e  gli  altri  tre  entrano 
(  in  una  Stanza  Laterale  . 
SCENA     XI. 
Febronio  ,  ed  Ernesta. 
Jeb*  C  Entfste? 

Ern.  Jj  Tutto  ,  e  quanto  m*  ho  goduta  ! 
Cr  Lucindo  sul   foglio  sottoscritto 
Da  quel  babbeo  scrive  il  nunzial  Con* 
Fcb*  Sta  proprio  ben  la  burla         (  tratto  . 

A  que!l5 


4f 

A  queir  Uomo  indiscreto  « 
JEr^z    Si,  egli, è  vero;  (osservando 

Ma  mettiamci  in  disparte; 
Torna  vostro  fratello  . 
Feb*  Ed  il  resto  godiam  che  pure  è  bello  .1 

(  sì  ritirano . 
SCENA     XI  L 
Tìbaldont  con  an  Vomo   che  porta  un 
sacchetto  di  monete  5  poi  Tatdcca . 
Tìb.  TVyf  Etti  sul  tavolino  quei  denari  ; 
JlVX  E  ringrazia  di  nuovo  il  mio  fat- 
(  tore  .  .(t:  uomo  eseguisce ,  e  parte  . 
Ma  dov3  è  il  Capitano  ? 

(  esce Tat.  con  Soldato.  ' 
Tat.  Ebbene   • 
Tib    La  prego 

D'  accettar  quel!5  a  conto 
Tat.  Quanti  sono?     Tib.  Son  mille  scudi  • 
Tat.  A  conto  d'un  milione  1     (confuoco. 

Farei  quasi  spararti  un  moschettone . 
Tib*  Se  non  li  vuol  »  li  porto  via  .... 
Tat.  Nò  nò*. 

Non  ricuso  per  massima  danari. 
Portali  dove  sai .   (  al  Soldato  eh*  esegui* 

(sce,  e  parte . 
Tib.  E  T  ostaggio  ove  sta  ? 
Tat.  Attendete  ,  e  vel  mando  adesso  qua.  jà 
SCENA     XII I. 
Detto  ,  poi  blinda  ,  in  fine  Lucindo  . 
T&.  ^E  altro  non  fosse,  avrò  ricuperata: 
w3  La  mia  pupilla  .  Cara  !    quanto 

(  amore 
La  mi  mostrò...  (esceMìn* 


41 

i!?/.  Signore...;  # 

fó.  Scappiamo  gioja  mia  da  questi  diavoli 
(  esce  Lue.  che  lo  trattiene ,  mentre  vuol 
(  partire  con  blinda . 
uc.  Dove  ?  (  fieramente  . 

iv    Porcai  r«  «w'o         Lue.  Ebben  ? 

#,  E  meco 

Parte  V  ostaggio . 
uc.  Chi?  la  moglie  mia?         (fiero  * 

ib.  (  a//'  estremo  stupore  )  Un  altra  !  . .  co- 
(  me  !...  cosa  ?     (  addili* 
iti.  Si  Signor ,  Son  sua  Sposa  • 

ib.  Sua  Sposa?..  {scuotendosi. 

Ili.  Che  stupori  !  non  avete 

Sottoscritto  il  contratto? 

[ib.  Io! 

M   Così  presto 

Perdete  la  memoria? 
[ib.  Come  diavolo  va  codest'  istoria? 
lue.  A  voi  .  La  firma  è  vostra  ? 

(  gli  mostra  il  foglio  &c. 
[ib.  Ah  U  si ....     (battendosi  la  fronte  . 
Aii.  Di  rosa 
Or  dunque  vi  lagnate  ? 
Voi  di  me  disponete  : 
Io  mi  rassegno,  e  voi  ve  ne  dolete? 
\tih     Cosa  parli?  cosa  dici* 

La  mia  firma...  quel  contratto  ••• 
Lui...  lei...  il  foglio...  il  Capitano!- 
Or  capisco...  oimè  che  ho  fatto  i 
Ah  !  da  tutti  son  tradita. 
Ne  mi  so  dove  salvar «, 
£  tu  ir.  si ,  tu  sei  la  rea! 

Da 


,  * 


II 


4* 

Da  tè  il  tutto  dipendea  . 
Se  urta  dice  nò  ,  non  voglio* 
Nulla  seco  si  può  .far  • 
Voglio  indietro  i  miei  denari  •.. 
La  mia  firma  fu  truffata 

(  Lue.  lo  minaccia 
Eh!  per  scherzo  m'  è  scappala  ... 
(  Lue.  e  Ali.  si  vezzeggiano 
Bravi!. .fecciano,non  parlo.. (fra  dem\ 
(  Ahxhe  il  sen  mi  rode  un  tarlo, 
E  scoppiar  mi  sento  il  cor  .  ) 

(  parte  dal  fonde  i 
SCENA     XÌV, 
Febronio  ,  Ernesta  ,  e  detti  • 
Feb.     À    H  ah  ...•  (  escono  ridendo 

Ern.  JL\   Ah  ah  ... 
%Alu  Sentite  non  vorrei  3 
Che  il  povero  Tutore 
Desse  volta  al  cervello  . 
Ern.  Fatelo  qui  tornare  •  (  a  Feb.    . 

Lue.  Sì  sì  -  Pensate  bene 
%Alu  E  vi  prego  la  cosa  a  lui  spiegare» 
Feb*  Già  convìen  che  la  tenghi ...  oh  pove 
Portiamogli  ora  il  resto  delSorbetto.  (retto 
(  Feb  parte  dal  fondo 
SCENA     ULTIMA. 
Tutti  successivamente  . 
L«r.  fpf  Ara  giungemmo  alfin  de*  nostri 
V->  (  affanni 

Ern.  Amor  vi  consolò. 
jilì    Bell  idal  mio  . 

All'eccesso  non  reggo  del  contento 
Lue.  Ah  :  più  belio  non  v'  è  d3  un  tal  mo 

(  mento , 


47 

ut.Mi.  Car°  Spos     amato  bene 
a    r     a 

Più  brama"  non  sa  il  mio  cuor 

Fortunati  ognora  insieme 

Noi  vivremo  in  seri  cT  amor  . 
i\rn.     Godo  anch'  io  del  vostro  bene 

Nei  mio  sen  ne  brilla  il  cuor 

Voi  felici  ,  che  vivrete 
qj  Lieti  ognora  in  sen  d'  amor . 

Ili.     Caro  Sposo  . 
Me.     Amato  Btne  . 

z     Qual  contento  qual  piacer  • 
Irti.     Ecco  alfin  k  vostre  pene 

Terminarono  in  piacer. 
,£nr.  Ern.     Son  felice 

Voi  felici . 
Ali.     Lieta  io  sono. 
$     Ah!  che  amore  un  più  bel  dono 

Nò  di  questo  non  può  dar  . 
Pat.     Permettete  miei  Signari 

Che  sen  venga  il  Capitano 

Dei  felici  vostri  amori 
Un  pò  qui  a  partecipar. 
%Ali.     Caro  sempre  ci  sarai . 
Lue.     Quanto  vuoi  da  me  otterrai  . 
Tat.     Grazie  mille  al  vostro  coce 

Cresca  ognora  il  vostro  amore  • 

4  4 
&at.  Erri.     E  fra  lieti ,  e  bei  contenti 

Ei  vi  faccia  giubbilar . 
Lue.  e  Alt.     Si  fra  lieti ,  e  bei  contenti 

Noi  n*  andremo  a  giubbilar  . 
Tib.     Eh  lasciatemi  in  malora  ! 

(  esce  Tib*  e ome  portato  a  forza  da  Feb. 


Io  non  vò  più  travedere  , 
$eb*edErn.     Eh  venite  alla  buon'ora 

Che  vi  bramano  vedere  . 
%4Xu     Deh  perdono  o  mio  Tutore  «... 
Lue.     Fu  di  tutto  causa  amore  .,. 
Tib*     E  i  miei  soldi  dove  stanno  ? 
vili.     Son  regalo  per  Patacca 

E'  un  acconto  dì  mia  dote  . 
Tib.     Dunque  a  me  non  resta  un  acca . 
%A  3     Si ,  vi  resta  il  mio  rispetto  » 
Tib*     (  Oh  !  finitela  cospetto  1 

Tanto  fa...  non  c'è  più  caso.) 
Gli  altri  y.     (  Egli  or  or  si  è  persuaso.) 
T/£.     Vi  perdono .... 
Gli  altri  5.     Evviva!  evviva  I 
Ttf.     Ma  di  quello  eh'  è  successo 

Non  si  debba  più  parlar  . 
T    p     T    T    I  . 
Viva,  viva  dell'amore 

E  la  forza  ed  il  portento 

L'  oda  adunque  di  contento 

Lieta  voce  risuonar  . 


IL    FINE.